Remo Caldelari

Remo Caldelari

“Sicut  dixit”!

Iniziava così, caro Remo, l'augurio pasquale che, a nome dell'Associazione che qui rappresento, Ti inviai ad inizio aprile.
Una frase che ai più sarebbe apparsa  scontata, ma - conoscendone solo Tu la doppia valenza - sono certo Ti abbia pure fatto sorridere.
In effetti, quando ci  incontrammo per la nostra prima riunione di Comitato, Tu mi prendesti da parte e con l'indice puntato mi dicesti:
"disméntiga mai che mi sum un...”sicut dixit”!  Chel che dìsi, a fò!"
E tale musica fu per le mie orecchie pura sinfonia, andante con moto, poiché - con un simile Maestro accanto - lavorare di concerto mai sarebbe stato cacofonico.
Ebbene, caro Remo, ci siamo trovati quasi per magìa a declinare nel gremio dei “diversamente attivi” - poco amiamo il riduttivo “pensionati” -  quelle 3C che, seppure in ambiti diversi, hanno fatto da cherosene al nostro lungo volo professionale:  Cuore, Coraggio, Costanza.
In tutto quanto facevi si sentivano, nel senso più pieno e bello del verbo, il Tuo grande Cuore, la Tua empatica passione e la Tua irremovibile convinzione, spesso confusa dai più con un sostantivo che non ne è sicuramente sinonimo ovvero la nostra conosciuta e confessata ingestibilità.
Sei stato pure uomo di Coraggio, sempre prendendoti fino in fondo le Tue responsabilità con decisioni a volte anche spiazzanti, incomprese e per qualcuno, ma non certo per Te, al limite del realizzabile.
Ma poi in parecchi hanno dovuto ricredersi e riconoscerne la loro indubbia validità poiché Tu hai sempre saputo guardare e vedere saggiamente oltre, con quella…marcia in più come direbbero i Tuoi Amici del TCS con cui organizzavi i nostri apprezzatissimi corsi di guida e i Tuoi Amici della grande Famiglia dell’ATTE, oggi presenti con il loro Presidente e Vicepresidente cantonali per i quali sei pure stato preziosissimo punto di riferimento nella recente ed impegnativa ristrutturazione operativa.
E mai pure ti venne meno una esemplare Costanza.
Già dagli spalti, dalla tribuna e dagli spogliatoi della Tua ACB quante volte hai dato all’ambiente granata la classica e terapeutica scrollatina con quelle tre paroline magiche: “non mollare mai”!
E ne sei stato una bandiera anche nel recente e tormentato periodo della malattia.
Esemplare quel Tuo sempre guardare il Sole anche quando piovevano mediche sentenze di imminente temporale.  
Vi è quindi un solo aggettivo che Ti può definire e che prendo dal linguaggio dei tuoi amati Apprendisti del Cantone per i quali hai creato e gestito l’organizzazione del premio loro dedicato: GRANDE!
E ad un GRANDE noi dobbiamo quindi oggi rivolgere un emozionato e riconoscente: GRAZIE!
GRAZIE per la bella lezione di Vita, leggi capirne e veicolarne i veri valori,
GRAZIE per la bella lezione di Lealtà, leggi dire sempre, con pacata fermezza, quanto va detto,
GRAZIE per la bella lezione di ALTRUISMO, leggi declinare in modo esemplare il verbo “servire” e mai “servirsi”.
E queste Tue invidiabili peculiarità ben le hanno vissute, condivise, magari talvolta anche sopportate, ma poi sempre perfettamente ed esemplarmente  supportate i Tuoi Cari, in primis Daria, Anna ed Andrea, ai quali oggi passi, come a noi tutti, un importante testimone di Fede, di Speranza e di Esempio che sarà nostro dovere e piacere trasmettere a Tuo nome e in Tuo ricordo a chi ci circonda.  
E sono al saluto, Caro Remo, normalmente quanto erroneamente definito “ultimo”.
E proprio per questo Ti saluto allora come sempre facevo al termine dei nostri bellissimi ed indimenticabili incontri:
“ciao Remo, GRAZIE da tütt e…sa vedum”!
Franco
Bellinzona, 19 aprile 2018
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